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Associazione Accoglienza Plurale

Progetto "#IORESTOACASA_SE SOLO CE L'AVESSI"

 

Dati tecnici e informazioni

COSTO COMPLESSIVO € 10.900
CONTRIBUTO € 10.000

 

Associazione Accoglienza Plurale - storia e attività

L'Associazione Temporanea di Scopo ACCOGLIENZA PLURALE costituita da Maria Cecilia scs (capofila) Ass La Rete, Caritas Diocesana e Coop La Famiglia, attraverso un percorso di co-progettazione con i Consorzi Socio Assistenziali Iris e Cissabo, ha costruito e gestisce il SISTEMA DI ACCOGLIENZA PLURALE del biellese dal 2013.
Grazie allo sforzo complementare del terzo settore e del pubblico abbiamo dato forma e sostanza al principio di sussidiarieta' attraverso il quale si cerca di dare risposte ai bisogni delle persone adulte in situazione di povertà estrema e/o senza fisa dimora attraverso:
· punto di accesso accoglienza plurale: sportello informativo, di orientamento ed accesso al sistema di accoglienza aperto dal lun al sal dalle 9 alle 12
· consulenza legale e sanitaria
· dormitorio cittadino (con ampliamento nel periodo invernale con Emergenza Freddo)
· appartamenti di accoglienza temporanea
· progetti di housing first (approccio secondo il quale la priorità è dare accesso alla casa, mettere la persona nelle condizioni ottimali per poter agire/reagire/scegliere guidate da un ambiente supportato, intimo e sicuro, promuovere la riduzione del danno e offrire un accompagnamento per tutto il tempo necessario)

 

"#IORESTOACASA_SE SOLO CE L'AVESSI" - il progetto

Nel momento in cui le autorità italiane, opportunamente, invitano la popolazione a rimanere in casa, è necessario che sia garantito un altro diritto fondamentale: quello a un alloggio adeguato.
Avere una casa e/o un luogo sicuro in cui riposare, lavarsi, poter aver monitorato il proprio stato di salute e aiutato nel soddisfare i bisogni primari diventa fondamentale dal diffondersi del Covid-19. Per questo l'accoglienza Plurale è riuscita a  reperire delle accoglienze temporanee, straordinarie e diffuse in modo tale da limitare il più possibile la presenza delle persone per strada.  

In dormitorio stiamo ospitando 14 uomini e 2 donna e altre 10 persone sono ospitate in accoglienza "diffusa". Con l'emergenza è venuto meno il supporto preziosissimo dei volontari che tutti giorni affiancano gli operatori nell'accoglienza notturna pertanto, grazie al finanziamento del bando Accoglienza Fragile:
· abbiamo potenziato il  personale del dormitorio al fine di garantire l'attuazione delle disposizioni per la sicurezza di tutti: l'accoglienza notturna delle persone che stanno per strada durante il giorno necessita di una procedura di igienizzazione e di controllo sanitario che può essere attivato solo con l'aumento della presenza di operatori in accoglienza, inoltre è stata potenziata l'attività di sanificazione e igienizzazione degli spazi;
· abbiamo contribuito alle spese per le accoglienze diffuse, dotato tutte le persone di mezzi tecnologici necessari per i monitoraggi a distanza, a completamento di quello di persona depotenziato per motivi di sicurezza; attrezzato un luogo per il lavaggio indumenti;
· abbiamo mantenuto invariato l'apertura al pubblico del Punto di Accesso Accoglienza Plurale per garantire l'erogazione  di aiuti materiali, facilitare l'accesso alle misure di sostegno previsti per il Covid-19 e sostenere quelle persone che hanno visto il venir meno tutte le loro possibilità di reddito
· abbiamo garantito il monitoraggio sanitario attraverso il potenziamento della presenza in équipe della figura infermieristica, per le  persone ospitate o ancora in strada o in rifugi di fortuna.

 

Dichiarazione referente

Dichiara la Presidente Tiziana Rossi  
"Faccio mio l'appello della FIOPSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) dello scorso 2 aprile 2020: "Ad oggi, nonostante la trasmissione di nuovi casi sembra sia meno veloce, si registrano nuovi contagi multipli nei servizi rivolti alla grave marginalità. Questo deve essere evitato con adeguate misure di contenimento e prevenzione! Garantire la salute delle persone senza dimora vuol dire garantire salute alla comunità tutta:
· agli operatori sociali  che operano nei servizi (mense, dormitori, centri diurni, unità di strada, housing) e agli ospiti devono essere garantiti i dispositivi di protezione individuali (mascherine, tute e guanti, igienizzanti) per proteggere loro e le persone vicine;
· devono essere incentivate, le soluzioni alloggiative emergenziali
· tracciare ed intervenire tempestivamente con azioni di screening e somministrazione di tamponi per confermare la presenza della malattia alle persone ed ai contatti prossimi, compresi gli operatori delle strutture, adottando in caso di positività, le necessarie misure di isolamento e cura."
Nonostante lo sforzo di tutti, e qui ringrazio tutte le realtà e le persone che si sono adoperate per confezionare o reperire mascherine, occorre avere garanzie di consegna e di reperimento per dispositivi IDONEI ed OMOLOGATI per il servizio che si presta.
Avere una casa, mai come in questo momento, è l'unico modo per poter veder garantita la propria salute e quella della nostra comunità, abbiamo bisogno di case ed appartamenti (Sportello casa 3384760981)"

 

Dichiarazione dell'equipe

"In questo mesi di emergenza lavorare è stato faticoso, pieno di incertezze e a tratti surreale. Ci siamo ritrovati a dover riorganizzare tutto il nostro servizio in una lotta contro il tempo perché intanto c'erano nuovi bisogni che spingevano e allo stesso tempo nuove possibilità per proporre risposte che avessero senso. I sacrosanti decreti ministeriali che si preoccupano di mettere al sicuro la salute di ogni persona raccomandando lo "stare a casa", si sono trasformati nell'aggravamento dell'emarginazione per le persone che una casa non ce l'hanno o che vivono in situazioni talmente precarie da non poter rimanere nella loro abitazione in sicurezza. Ricordiamo bene la disperazione delle persone con cui lavoriamo tutti i giorni che nei primissimi momenti dell'emergenza sanitaria ci chiedevano "E adesso noi dove andiamo?". Il nostro sistema ha cercato di dare una risposta che ha avuto l'obiettivo di tutelare gli ultimi e contribuire anche alla protezione dell'intera comunità."

 

Dichiarazione delle persone ospitate

"Questo posto ha davvero un buon livello. In altre città la gente è stata abbandonata dalle associazioni e istituzioni per la strada. Voi avete preparato questo posto per noi. Adesso non c'è più solo il dormitorio ma anche un luogo dove possiamo stare durante il giorno. Vi siete presi cura di noi. Ci avete trattato come una famiglia. I primi giorni del lockdown la polizia ci fermava in continuazione. Adesso abbiamo la possibilità di stare qui fino all'entrata del dormitorio, fino a sera e di essere anche più protetti dal virus". Ma. Cl.  

"E' un posto utile. Serve per non rimanere in strada. Se non ci fosse questo posto non sapremmo dove andare, saremmo in giro tutto il giorno. Sarebbe bello poter stare qui anche al mattino, appena usciti dal dormitorio, per non dover vagare fino alle 14.00". Ch. Go.  

"Veramente grazie per quello che avete fatto e per averci ascoltato. Era proprio un'umiliazione stare in giro tutto il giorno, con la polizia che ti scacciava da ogni parte, come se fossimo dei cani, la gente che ti guardava male. Senza poter stare da nessuna parte, senza avere un posto dove andare in bagno. I primi giorni con il freddo che faceva arrivavamo a sera che eravamo congelati. Poi stavamo al caldo per le ore della notte e poi al mattino di nuovo in strada. E' stata fatta una cosa davvero utile". Ha