

I convegni presentati in questa sezione sono stati finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.

E' stato presentato, con grande successo di pubblico, venerdì 16 aprile, presso il Museo del Territorio Biellese, il volume "Statuta Comunis Bugelle (1245). Statuti del Comune di Biella" realizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.
Dopo i saluti del Presidente Luigi Squillario, del Sindaco Dino Gentile e del Presidente del Centro Studi Piemontesi Giuseppe Pichetto, è seguita l'introduzione di Marco Neiretti, Vice Presidente della Fondazione. Sono intervenuti inoltre Albina Malerba, direttrice del Centro Studi Piemontesi di Torino, Elisabetta De Biasio, traduttrice, laureata in Filologia Medioevale all'Università Cattolica di Milano ed infine Gian Savino Pene Vidari, docente di Storia del Diritto italiano e direttore della Biblioteca "Patetta" di Studi giuridici dell'Università di Torino.
Al termine della presentazione si è svolta la lettura musicale a cura dell'Accademia Perosi e dell'Associazione Il mercato dei sogni.
Quest'opera restituisce ai Biellesi una parte importante della propria storia.
La Città di Biella infatti ha un proprio "Statuto", che fissa le regole essenziali del suo funzionamento, da poco meno di vent'anni, così come previsto da una legge statale del 1990 nella prospettiva di riconoscere un poco di autonomia ad ogni comune. L'idea si è ispirata alla situazione dei comuni medioevali e dei loro "Statuti". In effetti, però, le "libertà" - cioè le autonomie - di cui godevano i comuni medioevali, ed anche quello di Biella (datasi ai Savoia nel 1379 con patti nel complesso piuttosto vantaggiosi), attestate dai loro "Statuti", erano una cosa ben più ampia e diversa, quando non esisteva un vero e proprio "Stato".
Il Comune di Biella, in specie, aveva organi propri, iniziativa discrezionale di politica interna e verso i Comuni vicini, competenza piena sull'ordine pubblico interno e di difesa dall'esterno con truppe proprie, finanze del tutto autonome, proprietà vaste e redditizie, controllo completo sull'attività economica tanto agricola che artigianale: il solo limite stava nella sudditanza politica al proprio signore, cioè prima il lontano e debole vescovo di Vercelli, poi il conte - in seguito duca - di Savoia.
Gli Statuti del Comune di Biella, oggi accessibili a tutti grazie alla traduzione fatta seguire dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, rappresentano dunque un utile strumento per comprendere un mondo molto diverso dal nostro nel quale il senso della comunità e delle sue prerogative era molto più sviluppato rispetto ad oggi, un mondo di leggi a volte forse troppo severe per la nostra percezione, ma nel quale pure affondano le radici del nostro presente.

Le mostre
Si è conclusa il 28 marzo la manifestazione "Memorandum, Festival di fotografia storica", un ricco ciclo di mostre che ha coinvolto il Museo del territorio di Biella e il Museo di scienze naturali di Torino e che è stato inaugurato, lo scorso 18 dicembre, dall'anteprima della mostra Italo Martinero. Dal Biellese ai luoghi dell'immaginario presso lo Spazio cultura della Fondazione. Oltre 20 mila i visitatori registrati tra le due sedi.
L'evento, che verrà riproposto nel 2011, vuol contribuire ad avviare il dibattito sulle modalità di catalogazione e conservazione delle immagini fotografiche, patrimonio documentario e artistico da tramandare alle generazioni future.
Il convegno
Un convegno per avviare il dibattito sulle problematiche di conservazione degli archivi fotografici storici: si è svolto il 9 marzo scorso, presso il Museo di scienze naturali di Torino, l'incontro "Immagini e memoria - Il futuro della fotografia storica".
Inserito nel programma del Festival il convegno è stato occasione d'incontro per i curatori delle varie mostre che hanno presentato i propri archivi e hanno avviato un confronto sulle diverse modalità di conservazione e fruizione dei delicati documenti fotografici di cui sono custodi istituzionali.
All'incontro è intervenuta anche la Fondazione che ha presentato i fondi racchiusi nello Spazio cultura e ha annunciato l'acquisizione di un nuovo archivio: quello del biellese Gianfranco Terreo.
Nel corso dell'incontro "Giuseppe Pella - etica, economia, politica", svoltosi nell'aula magna della sede storica della Facoltà di Economia di Torino, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e di altri Enti subalpini, tra le testimonianze rese, ha portato un interessante contributo l'on. Renzo Franzo, già collega di Giuseppe Pella alla Camera dei deputati nel Gruppo della Democrazia Cristiana dal 1948 al 1968.
Dopo la rievocazione della comune esperienza parlamentare, Franzo ha annunciato, nella sua qualità di presidente onorario del Consorzio di Bonifica della Baraggia biellese e vercellese, che la Deputazione amministrativa del Consorzio, nella seduta del 10 ottobre 2005, ha accolto la sua proposta in ricordo di Pella, deliberando di dedicare allo statista il canale sinora genericamente noto come "Nuovo Canale della Baraggia".
Il provvedimento - secondo la secolare tradizione che ricorda, nelle opere patrocinate dai ministri, il loro nome - affianca così il Canale Pella ai Canali Cavour, Depretis, Sella, Vanoni, ecc., nella rete delle grandi infrastrutture irrigue del Bacino padano, con una perenne attestazione alla memoria di Giuseppe Pella, ministro della ricostruzione e del miracolo economico italiano.
Trent'anni fa si svolgeva a Milano, dal 4 al 9 ottobre 1973, il convegno "LE ALPI E L'EUROPA".
La cooperazione sociale è un fenomeno complesso e differenziato da molti punti di vista.
"L'amore per Pollone è nella nostra famiglia vivo e vegeto da più di sessanta anni ormai. Rinverdisce ogni volta che, provenienti da Napoli, intravediamo la cima del Mucrone": così scriveva, nel 1999, Silvia Croce, ricordando, a distanza di più di mezzo secolo, i felici soggiorni biellesi in compagnia della famiglia e soprattutto del padre che, nella quiete delle valli biellesi.