
Le pubblicazioni presentate in questa sezione sono state sostenute direttamente dalla Fondazione o attraverso l'acquisto di copie da destinare a biblioteche, enti, associazioni e personalità diverse.

Si è svolta lunedì 20 dicembre a Città Studi a partire dalle 9,30 la presentazione ai ragazzi delle scuole biellesi della ricerca "Uscire dal cerchio" che ha coinvolto oltre 1600 studenti intervistati nell'ambito della ricerca sociologica condotta da Bruno Gugliellminotti e Gabriele Biscaro e sostenuta da Fondazione e Provincia di Biella.
Lo studio si presenta come una vera miniera di dati aggiornatissimi per gli addetti ai lavori, ma anche per genitori e ragazzi che potranno così meglio comprendere gli stili di vita degli adolescenti biellesi.
Lo studio fa infatti riferimento ai ragazzi che frequentano le scuole superiori di tutto il Biellese a partire dal secondo anno di corso, quindi con un'età compresa tra i 15 ed i 19 anni. Il campione statistico preso in considerazione è stato molto rappresentativo, visto che sono stati somministrati 1.660 questionari, pari al 31,6% della popolazione studentesca, che nella sua totalità conta all'incirca 8.000 studenti.
I dati elaborati e raccolti nella pubblicazione hanno permesso di tracciare le linee-guida di un percorso attraverso gli stili di vita degli adolescenti biellesi, analizzando i loro modi di essere e di porsi di fronte a se stessi e gli altri partendo dal bagaglio di valori trasmesso loro da scuola, famiglia e società.
I temi su cui si è svolta la ricerca sono i seguenti: famiglia, scuola, la rete dei rapporti nel tempo libero, la salute e i consumi ricreazionali e trasgressivi, i valori di riferimento e la mentalità, la conoscenza del territorio e l'educazione ambientale, la partecipazione sociale e gli orientamenti politici, la progettualità e la visione prospettica della vita.
Per informazioni e per richiedere copia della ricerca è possibile rivolgersi presso la Fondazione
La Comunità ebraica di Vercelli, Biella, Novara e Vco, insieme con le altre Comunità piemontesi (Torino, Casale Monferrato), è stata tra gli espositori della Fiera internazionale del Libro di Torino che, come noto, ha avuto come ospite d'onore lo stato d'Israele, i suoi scrittori e la sua cultura.
«Per noi - ha commentato Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità ebraica di Vercelli, Biella, Novara e Vco - si tratta di un evento particolarmente importante per un duplice motivo: innanzitutto abbiamo presentato per Biella la pubblicazione "Mezuzah", la parola, l'essenza, il ricordo. Ebrei del Piazzo di Biella, di Lalla Negri e altri materiali divulgativi sulla sinagoga di Biella e sul Piazzo, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Inoltre la ristampa di altre pubblicazioni - "Storie del ghetto di Vercelli", "Il tempio israelitico di Vercelli. Storia di un progetto" - sulla sinagoga ebraica e sull'ebraismo vercellese realizzate dalla nostra Comunità con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Comune di Vercelli e la Fondazione CRT di Torino, con le quali promuoveremo ciò che la cultura ebraica ha significato e ha saputo produrre a livello locale anche attraverso piccole ma vitalissime realtà. Inoltre, in questa sede, abbiamo l'opportunità di onorare la cultura ebraica in senso lato nell'anno in cui lo stato democratico di Israele compie il sessantesimo anno di vita: si tratta di un percorso davvero straordinario, vissuto tra mille difficoltà, ma che ha fatto sì che, insieme con l'identità nazionale, crescesse anche quella cultura in seno alla quale si sono formati intellettuali come Aharon Appelfeld, Abraham Yehoshua, Amos Oz, David Grossman, Zvi Yanai, Meir Shalev, Alon Altaras, Etgar Keret, Ron Leshem, Savyon Liebrecht, Zeruya Shalev, Avirama Golan, Shifra Horn, Sara Shilo, Orly Castel-Bloom, Lizzie Doron e tanti altri. Personalmente credo che quest'occasione imperdibile rappresentata dalla realtà israeliana sia davvero grande e tale da tacitare tutte le contestazioni che ci sono state rispetto alla Fiera del Libro. La presenza di alcuni autori - ha detto a conclusione Rossella Bottini Treves - ha consentito tra l'altro a un gruppo di storici di ripercorrere criticamente una storia tormentata, evidenziando quei gruppi e quelle iniziative che vedono da tempo Israeliani e Palestinesi lavorare insieme per sperimentare sul campo nuovi modelli di convivenza oltre a discutere sulla tormentata storia dei rapporti tra israeliani e palestinesi, con la partecipazione di autorevoli studiosi come Dan Diner, Stefano Levi della Torre, Simon Levis Sullam».

Giuseppe Pella (Valdengo 1902-Roma 1981), il maggior politico biellese del Novecento, e tra i più prestigiosi dell'economia e della politica italiana della ricostruzione e del dopoguerra, ha finalmente una biografia completa. Gabriella Fanello Marcucci ne racconta la vita e le opere con il rigore della storiografia ed il linguaggio di un felice tessuto narrativo. Dalla famiglia contadina di origine al massimo vertice della prima Comunità europea degli anni '50, dalla riannessione di Trieste all'Italia alla dinamica della politica estera del "neo-atlantismo", le pagine del volume percorrono tutte le tappe della vita del grande biellese, parimenti ispirata ai valori dell'economia cristiana tesa a produrre ed a mobilitare ricchezza nella finalità del bene comune.
La generazione che ha vissuto quegli anni, ritroverà nella biografia di Pella le speranze e il gusto del lavoro della giovinezza. Gli italiani di oggi si renderanno conto di come un Paese arretrato e distrutto abbia potuto raggiungere il vertice delle prime sette nazioni del mondo.
Ancora una volta, Giuseppe Pella testimonia attraverso la sua biografia i valori dell'economia cristiana tesa a produrre ed a mobilitare ricchezza nella finalità del bene comune, con la coerenza di una vita fecondata dalla costante e discreta pratica religiosa.

Emilio Jona, ancora una volta, non manca di stupire. Stavolta a cominciare dal titolo del racconto lungo, sul quale il lettore comincia a domandarsi: " Un posticino morale" dove è mai? dove possiamo trovarlo? Già! Nell'intrico di questo lavoro costruito con cura forse un po' sintetica ma sempre accattivante, nella Biella del dopoguerra, dalla liberazione a metà degli anni '50. Allora gli artisti
cittadini convenivano all'incrocio della via Pietro Micca con la via Giovanni Amendola al "Porto di Savona", bar-osteria-centro d'incontro. Al "Savona", tra allegrie e depressioni, si amalgamavano le plurali letture della città e delle sue sotto-comunità, raccontate, proclamate, discusse con molteplici linguaggi di pittori e scultori come il Sandrone e il Barba, da letterati e filosofi quali il Bragatto e Carletto. Usciti dall'affascinante clima narrativo, per molti non sarà ancora sciolta la domanda: "morale come..?". Morale come "costume", come ricerca e definizione di senso nella Biella, allora viva e vitale, passionale e aperta, e non solo di artisti e di intellettuali. Infatti dappertutto si esprimeva il popolo (nel senso storico e sociologico), perché il popolo c'era e la fiducia nell'avvenire, pure.
Con le testimonianze figurative del Seicento e del Settecento nel Biellese e nel Vercellese, prosegue l'opera divulgativa promossa dalla Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli, in collaborazione con le Fondazioni, volta a far conoscere il patrimonio artistico e culturale locale.
Il corale apprezzamento manifestato per il primo volume sulle arti del Cinquecento, edito lo scorso anno, ha indotto Biverbanca e le Fondazioni di Biella e Vercelli a continuare nella valorizzazione, aperta e generosa, delle tematiche artistiche e culturali che qualificano il territorio in cui operano la banca e le Fondazioni.
L'augurio è che la lettura di questa seconda preziosa pubblicazione sproni molti Biellesi e Vercellesi a visitare le opere proposte là dove si trovano, per coniugare il suggestivo percorso artistico, culturale e storiografico con il fascino degli ambienti che le ospitano.
Vittorio Natale (a cura di) Arti figurative a Biella e Vercelli. Il Seicento e il Settecento, Biella, Eventi e Progetti Editore, 2004
pp. 192, illustrazioni a colori 150.
Conservare e valorizzare il patrimonio artistico del Biellese contribuendo alla sua salvaguardia e favorendo la conoscenza di opere spesso poco note, ma non per questo di minor valore artistico e storico-documentario: si ispira a questi obiettivi l'azione della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella nel campo dell'arte.