

Il ricetto di Candelo, struttura fortificata tardo-medievale eretta dalla popolazione contadina locale tra il XIII e il XIV secolo, rappresenta un unicum europeo sia per la peculiarità della struttura sia per il quasi perfetta conservazione dell'insieme, definito dallo storico Ferdinando Gabotto "la Pompei medievale del Biellese".
La struttura, edificata su un fondo di proprietà dei nobili Vialardi di Villanova, poi riscattato dai candelesi, era pensata per proteggere e conservare al meglio i prodotti agricoli, vera ricchezza dell'epoca, con particolare riguardo per il vino che veniva prodotto in abbondanza nel territorio.
Solo in rari casi di pericolo, e per brevissimo tempo, la popolazione poteva trovare rifugio all'interno del ricetto le cui strutture difensive erano comunque troppo fragili per resistere agli attacchi di cannoni e armi da guerra di grosso calibro.
L'intera struttura è a pianta pseudo-pentagonale ed occupa una superficie di circa 13.000 mq ed è cinta da mura difensive realizzate con ciottoli fluviali tratti dal vicino torrente Cervo e disposti a spina di pesce.

Venuta meno, verso gli anni '70, la funzione agricola, il ricetto fu utilizzato per anni come luogo di deposito e considerato nulla più di un semplice magazzino: il suo destino sarebbe forse potuto essere simile a quello delle altre strutture analoghe diffuse in Piemonte la maggior parte delle quali ha subito i danni del riutilizzo. Tuttavia, grazie all'intenso lavoro di promozione turistica attuato dalla Pro Loco e dal Comune di Candelo la struttura ha potuto trovare una nuova vocazione turistica che ha permesso al ricetto non solo di mantenersi intatto, ma anche di trasformarsi in una fonte di possibile reddito per la comunità candelese.
In questi anni infatti i flussi turistici diretti a Candelo sono aumentati notevolmente grazie a un'attenta attività di promozione che ha saputo puntare sia sulle scuole (per le quali la struttura è un ottimo punto di partenza per lo studio della storia medievale e della cultura materiale) sia sui turisti tradizionali, ai quali viene proposta una ricca gamma di eventi.
Il contributo della Fondazione a favore della Pro Loco e del Comune di Candelo per la promozione del Ricetto è stato negli anni costante, nella convinzione che l'operato dell'associazione fosse determinante non solo per la valorizzazione del monumento, ma anche per la sua conservazione.

Per meglio promuovere la conservazione e la valorizzazione del Ricetto il Comune di Candelo ha in programma di istituire una Fondazione che si occuperà della valorizzazione culturale e turistica dell'intero paese.
L'acquisizione della "Casa del principe" da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, che la metterà a disposizione del Comune per la realizzazione di eventi e manifestazioni, corona lo sforzo economico e organizzativo sostenuto finora dal Comune per la valorizzazione e la promozione, in Italia e all'estero, dell'intero complesso medievale.
Lo stabile tra l'altro sarebbe particolarmente idoneo ad ospitare esposizioni museali permanenti relative alla storia dei ricetti piemontesi, all'economia e all'arte del territorio di Candelo e del Biellese, inoltre potrebbe essere utilizzato come vetrina per l'intero Biellese.