Foto della facciata esterna della sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella
LA FONDAZIONE PER IL BIELLESE
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I documenti

Ill.mo Sig.r Sindaco,
 
Fin da quando s'inaugurava la benemerita Società Biellese per l'avanzamento delle Arti, dell'Industria e dell'Agricoltura vi nasceva il pensiero di migliorare la condizione degli artefici, degli industriali e dei contadini della Provincia, a cui vuolsi pur aggiungere quella delle persone dell'uno e dell'altro sesso addette al servizio domestico altrui.
Tra li altri mezzi che la Società proponevasi per ottenere un sì commendevole scopo, vi era quello di stabilire quando vi fossero i mezzi e l'opportunità di una Cassa di Risparmio (V. il Regolamento organico della Società delli 7 Marzio 1838, cap. 1. art. 2°). Ma tal pensiero dovette risolversi in uno sterile desiderio.
Convinto per lunga esperienza doversi ascrivere una gran parte delle miserie dei proletarii, e delle classi lavoratrici, sia nel vigor della loro età, che in vecchiaia, al difetto di un'equa ed accorta previdenza, prodotta principalmente dal non esservi un pronto ed assicurato mezzo di riporre in serbo ed accumulare con vantaggio le piccole somme che potrebbero risparmiarsi sui loro giornalieri guadagni, da cui perciò quello sconsiderato sciupìo di sopravanzi nei dì festivi, ed anche nei lunedì con un deplorabile spreco di tempo, e in mezzo allo stravizio, padri funesti l'uno e l'altro d'una vergognosa ed inevitabile povertà.
Convinto pure po6ter solo una Cassa di risparmio riempire in parte tal vuoto, perché allettando al risparmio, impegna all'assiduità del lavoro, ne rende più leggero il peso, previene la miseria provvedendo nell'urgenza di tristi effetti d'una malattia o d'altri impensati accidenti, e dispensa dal corriere tosto all'elemosina od alli Ospedali, mentre fa più lieta la vita nel presente e nell'avvenire; cosicché ben può dirsi tal fondazione pienamente consentanea al senso del caritas ordinata di S. Paolo, siccome mezzo immanchevole moralizzatore, e perciò benefico sì all'individuo che alla privata famiglia, ed ala società; erasi il sottoscritto dietro tali riflessi, da lungo tempo prefisso di far sempre qualche annuo risparmio, onde procurare un dì il mezzo sicuro di far risparmii agli altri.
Parve ora al sottoscritto non potervi essere un dì più opportuno per l'inaugurazione d'una Cassa di risparmio in Biella,quanto il prossimo dì Faustissimo dell'apertura della strada ferrata, che darà una nuova vita alla Città.
Persuaso quindi di far non solo cosa immensamente utile a questa sì svegliata e sì industriale Provincia, ma eziandio grata alla Città stessa, da cui ebbe sempre tante prove di rispetto e d'amore, si sarebbe disposto a ridurre in atto l'antico pensiero della Società d'Arti e Mestieri e di fondar egli stesso la bramata Cassa di risparmio.
A tal uopo egli offre la somma di lire trentamila nuove di Piemonte, pagabili per la concorrente di lire ventimila tosto costituita l'Amministrazione, e le restanti diecimila entro cinque anni cogli interessi, con facoltà di pagarle anche prima in varie rate in somme però non minori di lire mille.
Il reddito di tal fondo è destinato a sopperire principalmente alle spese d'Amministrazione.
Le basi su cui si intenderebbero il sottoscritto venga eretta, ed amministrata la Cassa di risparmio si troverebbero svolte nel qui unito Regolamento organico che si pregia trasmetterle.
Dal Regolamento rileverà V. S. Ill.ma che il Consiglio Comunale è interessato nella nomina della maggior parte degli amministratori, onde inspirare più fiducia nei depositanti ed assicurare il buon regime della Cassa.
Onde poi segnalare il dì dell'apertura della Strada Ferrata con una pubblica beneficenza, atta a diffondere l'idea dell'utilità della Cassa del popolo, oltre alle suddette lire trentamila, il sottoscritto assegna altre lire mille da ridursi a suo tempo in ottanta libretti, di cui sessantasei di lire dieci caduno, dodici di lire venti, e due di lire cinquanta. Dessi si distribuiranno pubblicamente il dì dell'apertura della Strada Ferrata, a favore di persone di servizio, e di operai, nel modo che verrà ulteriormente concertato, ed avranno corso appena la Cassa sarà in esercizio.
Li favoriti però dalla sorte, che diverranno titolari dei libretti non potranno riscuotere nulla né del capitale, né dei frutti di esso, fintantoché coi depositi provenienti dai loro risparmi personali non risulterà duplicato il rispettivo primo capitale di essi libretti.
Assegna inoltre il sottoscritto altre lire quattrocento per alti quattro libretti da lire cento caduno che frutteranno a favore delle quattro persone che si troveranno più anziane al suo servizio domestico e personale all'epoca del suo decesso; con riserva di disporre dei libretti restanti, pel caso si trovassero in numero minore di quattro.
Nella fiducia che venga la sua offerta gradita dal Consiglio, e questi trovi adatto e congruo il Regolamento propostogli, il sottoscritto pregherebbe il signor Sindaco di voler il più sollecitamente che potrà convocare il Consiglio, onde abbia a deliberare sulla di lui offerta, ed ove riesca accetta, di far tosto le pratiche opportune per l'approvazione Sovrana del Regolamento, onde possa aver luogo la inaugurazione della Cassa all'epoca suindicata.
Gradisca intanto signor Sindaco e proteste della più distinta e più ossequiosa considerazione con cui gode il sottoscritto di raffermarsi

Di V.S.Ill.ma

Dev.mo Obb.mo Serv.re
GIO. PIETRO Vescovo

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