Home > News & Eventi  >  Conferenze e comunicati stampa  >  Comunicati stampa  >  Intervista sul bilancio di metà mandato del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella
  1. News & Eventi
    1. Conferenze e comunicati stampa
      1. Conferenze stampa
      2. Comunicati stampa
        1. 2018
        2. 2017
        3. 2016
        4. 2015
        5. 2014
        6. Intervista al Presidente sulle nuove modalità erogative
        7. Intervista sul bilancio di metà mandato del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella
    2. Mostre
    3. Convegni
    4. Eventi

INTERVISTA AL PRESIDENTE FRANCO FERRARIS SUL BILANCIO DI METÀ MANDATO - GENNAIO 2017

 

1) Franco Ferraris è Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella dal 2015. Ad Aprile, con l'approvazione del bilancio 2016, giungerà a metà mandato. È dunque tempo di tracciare una prima sintesi degli obiettivi raggiunti? 
La mia filosofia è sempre stata quella dell'agire più che dell'annunciare, tuttavia mi sembra doveroso in questo momento fare il punto sul grande lavoro sin qui svolto dagli Organi e dallo staff della Fondazione per rinnovare molti aspetti della vita e dell'azione dell'Ente. Quando ho assunto la Presidenza di questo Ente di straordinaria importanza per la vita del Biellese sapevo che  avrei raccolto un'eredità significativa e che mi avrebbe atteso un compito non facile, infatti, rispetto al momento della loro nascita, le Fondazioni sono oggi chiamate a svolgere funzioni sempre più complesse ove la necessità principale è quella di concentrare le risorse disponibili su progetti che possano davvero promuovere lo sviluppo del Biellese: tutta la nostra azione sinora è stata dunque ispirata a questo principio. 

2) La spinta alla sistematizzazione e alla trasparenza dei criteri di erogazione dei contributi
Negli ultimi anni le Fondazioni hanno ricevuto da più fronti sollecitazioni istituzionali affinché i processi erogativi, ispirati un tempo al criterio del "buon padre di famiglia", così come era nella tradizione delle vecchie Casse di Risparmio, venissero resi più omogenei e trasparenti con strumenti di raccolta e analisi delle richieste che permettessero valutazioni comparative più efficaci e meritocratiche. Si è trattato di un processo complesso che ha comportato una revisione globale del sistema di assegnazione dei contributi. Nel corso del 2015 e con piena applicazione dal 2016 sono così nati i primi bandi dedicati a specifiche aree di intervento mentre le richieste di contributo al di fuori di essi hanno iniziato ad essere trattate all'interno delle "sessioni erogative".

3) Una novità recepita positivamente dagli Enti
Devo dire che, nonostante qualche timore e incertezza iniziale, il risultato è andato al di là delle aspettative: gli Enti hanno risposto bene, dimostrando di essere pronti ad utilizzare questi strumenti che del resto erano già applicati dalle Fondazioni e dalle realtà più strutturate con le quali spesso i beneficiari si erano già rapportati. Personalmente ho ricevuto molti attestati di gradimento per il lavoro della Fondazione non solo per l'evidente maggiore trasparenza del sistema, ispirato a criteri omogenei e verificabili, ma soprattutto per la possibilità che esso offre di avere tempi certi per l'erogazione dei contributi, cosa che ovviamente permette una programmazione più puntuale e accurata.
Va tenuto presente che, attraverso i bandi, le pratiche oggi subiscono un doppio processo di valutazione (a cura prima degli uffici della Fondazione, con appositi gruppi di valutatori e poi degli Organi Amministrativi) cosa che ne garantisce la selezione e valorizza la serietà dei progetti. Tra gli altri aspetti vengono presi in esame in particolare la capacità di autosostenersi delle iniziative, il loro impatto sul territorio, la capacità di mettersi in rete e l'innovatività dei progetti.
Naturalmente all'interno di questo processo è stata mantenuta quella capacità di ascolto del territorio che da sempre ha caratterizzato l'Ente e che permette, in casi particolarmente significativi, di realizzare degli interventi ad hoc se ritenuti strategici.

4) L'autonoma attività progettuale della Fondazione
Si tratta di una delle più significative evoluzioni che le Fondazioni hanno subito dalla nascita ad oggi: mentre un tempo si ponevano come enti puramente distributori di risorse oggi esse hanno spesso un ruolo forte di attori territoriali capaci di progettare e intervenire direttamente su aree eventualmente scoperte, concentrando risorse ed energie e collaborando con gli stakeholders territoriali. Stiamo parlando dell'ampia area dei cosiddetti "Progetti propri" nella quale rientrano iniziative molto note come "Muse alla lavagna" che nel 2016 ha ricevuto oltre 82 mila euro per l'attivazione di 350 laboratori didattici suddivisi su 25 linee e coinvolgendo 6.600 studenti e 513 insegnati. Questo progetto in particolare è per noi molto significativo perché permette un dialogo costante con gli studenti e l'implementazione dell'offerta didattica altrimenti costretta a tagli costanti.
Tra gli altri progetti attivati vanno poi citati le attività teatrali (Famiglie a teatro e Teatro più sociale) per circa 23.000 euro e le attività culturali di Spazio Cultura per la realizzazione di mostre d'arte e fotografia collegate al territorio e agli archivi della Fondazione (10.000 euro stanziati nel 2016 per la realizzazione di 7 eventi e il coinvolgimento di circa 3.500 visitatori).