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Candidatura di Biella nel network UNESCO delle città creative

 

 

Unesco bandiera comune:
per la prima volta raccolte tutte le firme dei sindaci biellesi sul manifesto di candidatura della Città al network

 

Dal lago di Viverone agli alpeggi di Rosazza, dal Ricetto di Candelo alle risaie di Massazza passando attraverso i tanti comuni tra la piana e la collina e poi naturalmente Biella, capoluogo di una provincia tanto piccola quanto multiforme: la bandiera della candidatura Unesco, come uno stendardo, ha idealmente percorso in questi mesi i 700 km di strade che collegano un territorio di soli 913 kmq per far conoscere il progetto di candidatura della Città di Biella al network "Città creative Unesco".

Un percorso durato mesi che ha portato a un risultato del quale non si ha memoria negli archivi biellesi: la raccolta delle firme di tutti i 74 sindaci del territorio per  una causa comune.

 
 

 

Commissione italiana UNESCO:
Biella è nella rosa delle 4 città creative che competeranno a Parigi per l'ingresso nel network

 

Biella, Trieste, Bergamo e Como: è questa la lista delle città che hanno ottenuto il sostegno ufficiale della Commissione italiana UNESCO per l'ingresso nel network delle "Creative cities".

Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, che si è riunito giovedì 13 giugno, ha infatti deliberato sulle candidature a entrare nella Rete delle Città Creative ed ha deciso all'unanimità di sostenere le città di Bergamo per la gastronomia, Biella e Como per l'artigianato e Trieste per la letteratura

"Si tratta di un risultato straordinario e che conferma la grandissima forza del territorio biellese che, in linea con gli obiettivi dell'agenda ONU 2030, ha sviluppato da sempre innovatività, sostenibilità e creatività  - spiega entusiasta il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Franco Ferraris che per primo ha creduto nella candidatura della città come strumento strategico di rilancio del territorio - Oggi questo primo successo dimostra che un territorio che sa lavorare e comunicare unito è un territorio vincente, grazie a tutti gli Enti e le persone che stanno lavorando al progetto".

Un risultato molto importante per il Biellese e non scontato, il bando 2019 dell'UNESCO prevede infatti che ogni Paese possa sostenere fino a 4 candidature e in questa fase Biella ha dovuto competere con diverse città, alcune davvero temibili per storia e tradizione, come Firenze che è invece risultata esclusa al pari di Isola del Liri.

 
 

 

Meeting internazionale delle città creative Unesco: Fabriano al centro del mondo, Biella c'è

 

180 città del mondo, con circa 400 delegati, si daranno appuntamento a Fabriano dal 10 al 15 giugno per la XIII Annual conference delle città creative Unesco, un appuntamento prestigioso in grado di puntare i fari della stampa internazionale sulla città marchigiana che fa parte della rete delle "Città creative Unesco" dal 2013 e che quest'anno ha avuto l'onore di essere scelta per il convegno annuale del circuito.

Anche Biella sarà presente all'appuntamento, ospite della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana con la quale sono stati stretti rapporti di collaborazione nel corso del progetto di candidatura della città al network, e potrà presentare il territorio e le proprie eccellenze e potenzialità nell'ambito di uno stand gestito da ATL Biella.

 
 

 

Un incontro pubblico per la candidatura di Biella all'Unesco

 

Un incontro pubblico per illustrare il cammino per diventare città creativa Unesco: l'invito arriva due mesi dopo la presentazione della candidatura di Biella per l'iscrizione nell'elenco delle "Unesco Creative Cities", ovvero le città nel mondo che hanno puntato sulla loro storia e identità creativa per il proprio sviluppo futuro e cooperazione in rete, nel nostro caso l'eccellenza tessile.
L'iniziativa è del sindaco Marco Cavicchioli, firmatario della proposta di candidatura, e del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Franco Ferraris, che ha sostenuto il progetto fin dall'inizio.

L'appuntamento è per lunedì 17 dicembre, alle ore 17, nella sala conferenze del Museo del territorio biellese in via Quintino Sella.

 

 

Cittadellarte - Fondazione Pistoletto e le sue Ambasciate nel mondo supportano ufficialmente e collaborano alla candidatura della Città di Biella UNESCO Creative City of Craft & Folk Arts

 

Il simbolo del Terzo Paradiso diventa il simbolo ufficiale della candidatura

La Città di Biella, con la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e numerose realtà pubbliche e private del territorio, lavora alla propria candidatura 2019 per il Network UNESCO delle Città Creative nel settore Crafts & Folk Arts. 
Biella ha scelto anche questa via per valorizzare la sua storia creativa: la maestria e l'innovazione dell'universo tessile, che qui è fiorito grazie a speciali condizioni ambientali, strutture industriali/spazi di lavoro, know-how e capacità professionali secolari, ma soprattutto grazie a una "trama" flessibile di soggetti, progetti e contatti collaborativi esistenti e potenziali nel settore culturale e creativo.

Cittadellarte - Fondazione Pistoletto a Biella, ospitata proprio in un'ex manifattura laniera, e le sue numerose Ambasciate nel mondo condividono questa specifica impostazione progettuale basata sulla "trama" di incroci e sul ri-nascimento creativo della città e  appoggiano la candidatura nel segno del Terzo Paradiso. La rete mondiale che Fondazione Pistoletto cura da oltre un ventennio è una risorsa di enorme valore per la città e il suo territorio. 
Il 20 ottobre 2018, in occasione dell'annuale riunione plenaria, sessanta rappresentanti delle Ambasciate del Terzo Paradiso (su 150 totali), provenienti dai cinque continenti, si sono riunite per raccontare i più di mille eventi realizzati in 15 anni e hanno in questa occasione  firmato il documento che ufficialmente supporta la candidatura della Città di Biella UNESCO Creative City.

In particolare, il progetto Terzo Paradiso  ("Il Terzo Paradiso è una riformulazione del segno matematico di infinito. I due cerchi opposti significano natura e artificio, l'anello centrale è la congiunzione dei due e ne rappresenta la connessione equilibrata", Michelangelo Pistoletto) di  Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, riconosce come fondativi gli stessi valori alla base del Network UNESCO delle Città Creative e dell'Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: una crescita equilibrata, che sorge delle radici socio-culturali del territorio. 
"Biella ha già assunto la veste di una città mitica perché qui è nato e ha sede il Terzo Paradiso, progetto che già oggi coinvolge più di 150 Ambasciate nel mondo che hanno realizzato più di 900 eventi. Creatività e sostenibilità come ponti verso il futuro che vogliamo, partendo da Biella" (Paolo Naldini, Direttore di Cittadellarte).

 
 
 

 
 

All'Università di Scienze Gastronomiche si annuncia la candidatura di Biella nel network UNESCO delle città creative

 
 

Giovedì 11 ottobre l'Università di Pollenzo ha ospitato la presentazione della candidatura della città di Biella al network internazionale UNESCO Creative Cities, nel settore Crafts & Folk Arts, portata avanti dalla Fondazione Cassa di risparmio di Biella, dalla Città di Biella e dall'Unione industriale biellese.

L'annuncio ufficiale è stato dato dal Sindaco Marco Cavicchioli e dal Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Franco Ferraris proprio nella sede all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a cui la Fondazione ha affidato la redazione di un documento strategico preliminare per la valorizzazione dei saperi culturali e immateriali legati al tema della lana.

"Non è un caso che l'annuncio della candidatura UNESCO avvenga nel corso di un viaggio - ha spiegato Franco Ferraris - si tratta infatti dell'inizio di un percorso che porterà tutti i principali attori del territorio ad unirsi in un cammino comune che ci farà prima di tutto riscoprire le basi della nostra cultura e gli elementi dell'eccellenza del distretto come punti fondanti di un nuovo Rinascimento biellese. Con grande convinzione dunque la Fondazione ha affidato a un partner di primo'ordine come l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo la redazione di un progetto preliminare e sosterrà le spese relative alla candidatura".

"La Città di Biella ha aderito con convinzione e entusiasmo alla proposta della Fondazione di avanzare la propria candidatura al network UNESCO - ha quindi dichiarato il Sindaco Marco Cavicchioli - credo infatti che oggi occorra guardare al futuro più che mai uniti e provare a immaginare nuovi scenari, anche ambiziosi, con la capacità di ripartire dalle nostre unicità".

 
 

Carlo Piacenza, Presidente dell'Unione Industriale Biellese, ha commentato: "Riuscire a valorizzare il patrimonio tessile biellese come la Langhe hanno saputo fare con l'eccellenza alimentare è un obiettivo importante per il territorio. Il nostro Distretto vanta una cultura d'impresa centenaria, unica nel suo genere, e un tessuto produttivo di valore, grazie al "saper fare" che lega il passato e il presente; è un distretto che ha sempre fatto della creatività la sua caratteristica peculiare. E' dunque fondamentale raccontare tutto ciò che sta dietro un prodotto, una storia che rappresenta un prezioso valore aggiunto del nostro tessile".

"Con questo progetto la Fondazione e la Città di Biella si danno un nuovo orizzonte - ha spiegato il Prof. Pier Carlo Grimaldi che ha curato il "Progetto Lana" - partendo dalle proprie radici immaginano insieme un nuovo futuro e compiono un percorso di memoria e consapevolezza collettiva, primo passo indispensabile per costruire la coscienza dell'unicità di un territorio".

«Alimentare e tessile sono entrambi prodotti di "Terra Madre" - ha sottolineato Carlo Petrini, presidente dell'Università di Pollenzo - Come siamo riusciti a ottenere la tracciabilità sui prodotti alimentari, anche il tessile può ottenere lo stesso risultato. Per questa ragione l'Università di Scienze Gastronomiche crede nel progetto biellese di valorizzazione della lana. Oggi i giovani sono sempre più attenti a tracciabilità e sostenibilità: bisogna saperlo comunicare. Finora vestirsi è stata soprattutto una questione di estetica, di moda, ma sta diventando sempre di più una questione di sostanza e sostenibilità».