
L'importanza della raccolta fotografica "Minoli", di proprietà della Fondazione, è attestata dal numero molto elevato di fotografie (circa 14.300) e dalla particolarità di essere state scattate tutte dall'aereo; la raccolta rappresenta inoltre una testimonianza storica unica nel suo genere e documenta le trasformazioni e i mutamenti del tessuto urbano avvenuti nel Biellese tra gli anni 1956 e 1995. L'archivio Minoli, oltre a costituire un prezioso strumento di indagine sull'evoluzione urbanistica della città di Biella e degli insediamenti limitrofi, permette di cogliere anche i profondi mutamenti che hanno interessato il territorio in seguito ad eventi atmosferici particolarmente devastanti. Le foto aeree dell'alluvione del 1968 della Valle di Mosso ad esempio costituiscono una testimonianza della vastità del danno non solo economico ma anche ambientale e paesaggistico subito dalla zona. Le immagini aeree di scattate da Minoli permettono oggi di cogliere elementi di grande interesse per lo studio del territorio e per la pianificazione di interventi per la sua salvaguardia: dall'erosione degli argini dei torrenti, alle zone colpite da incendi fino alle aree un tempo coltivate e oggi abbandonate. Il chiaro-scuro tipico delle foto in bianco e nero dà poi risalto alle foto panoramiche delle zone agricolo-silvestri, in ogni loro particolare: possiamo così notare le immagini della Baraggia solcata dai cingoli dei carri armati, le cave di caolino e le terre rosse di Masserano, le rive del torrente Cervo, la Rovella con le vie tagliafuoco... Il Minoli testimonia, con questo suo archivio, tutte queste trasformazioni e se è vero che tante volte si ripete nei suoi soggetti (d'altra parte lo spazio aereo del Biellese è un fazzoletto di terra) è anche vero che ogni volta lo stesso elemento ci viene presentato da una angolatura diversa, da altezze diverse. Diviene così irrilevante il numero delle foto esistente per ogni soggetto, ciò che conta è quello che queste foto sanno raccontare.