

La Fondazione è proprietaria di diversi immobili di elevato valore storico-artistico. Alcuni di essi sono stati ereditati dalla Cassa di Risparmio di Biella (ex Monte di Pietà), altri acquisiti successivamente per la realizzazione della sede dell'ente (ex Villa Vaciago Poma), altri infine sono stati acquisiti negli ultimi anni.
Infatti, in linea con l'attuale normativa concernente gli impieghi del patrimonio delle Fondazioni, che ha introdotto la possibilità di investire una quota (non superiore al 10%) del patrimonio delle stesse in immobili non strumentali, pur conservando la qualifica fiscale di enti non commerciali, la Fondazione ha acquisito - al fine di salvaguardarne l'integrità e di metterli a disposizione della collettività biellese - la cosiddetta "Casa del Principe" all'interno del Ricetto di Candelo e il Palazzo Gromo Losa di Prarolo al Piazzo (ex BVO).

Nel 2010 inoltre la Fondazione ha potenziato il proprio investimento immobiliare presso il Ricetto di Candelo grazie all'acquisizione, tramite asta giudiziaria, della "Torre del Principe".
La torre fu l'abitazione che Sebastiano Ferrero si fece costruire dopo aver ottenuto dal duca Filippo II Senza terra, nel 1496, l'investitura feudale e la concessione dei dazi candelesi.
Sebastiano Ferrero per realizzare questa dimora modificò e sopraelevò le cantine preesistenti, denominate nei documenti domuncolae, piccole case, che formavano una delle isole edilizie ossia l'aggregato di costruzioni confinanti che compongono l'insieme degli edifici del ricetto.
La casa di Sebastiano Ferrero, il potente signore del luogo, non solamente si differenziava dalle altre costruzioni per le dimensioni; la sua forma tozza ed elevata più che ad una dimora signorile fa pensare ad una casa-torre con funzioni difensive, quelle che nei castelli sono affidate al battifredo o al maschio o dongione. Altri caratteri distinguevano la dimora signorile dalle altre costruzioni: lo spazio esterno, una sorta di cortile ad uso prevalente del feudatario e, soprattutto, gli elementi di decoro che abbellivano le facciate e gli ambienti interni.
E' stato rogato il 22 settembre 2005, presso la sede della Fondazione, l'atto di acquisto della "Casa del principe".
Il prestigioso immobile, sito all'interno del Ricetto di Candelo, rappresenta un unicum storico-architettonico di grande rilevanza e la sua acquisizione da parte della Fondazione costituisce un significativo intervento per la valorizzazione del ricetto in ambito regionale e nazionale.
Alla firma dell'atto, oltre agli eredi della famiglia Maucci, era presente il Sindaco del Comune di Candelo, con il quale la Fondazione ha intenzione di collaborare per studiare le modalità più opportune per la valorizzazione dell'edificio che già in occasione di "Candelo in Fiore 2006" è stato in parte aperto al pubblico.
Negli ultimi mesi l'immobile è stato sottoposto a lavori di restauro, con l'autorizzazione della Soprintendenza delle Belle Arti, ed è stato concesso in comodato d'uso gratuito al Comune di Candelo e all'Enoteca Regionale della Serra.

Nel 2004 la Fondazione ha acquisito lo storico Palazzo Gromo Losa, meglio noto come sede dell'Istituto "Beata Vergine d'Oropa" (BVO), di proprietà dell'ordine delle Suore Rosminiane.
L'immobile, acquistato dalla Fondazione per un corrispettivo di € 2.100.000, oltre a oneri accessori, verrà messo a disposizione della collettività come spazio di particolare valore storico-artistico adatto per ospitare attività culturali e sociali di diversa natura.
L'edificio, un tempo appartenuto ai Conti Gromo Losa di Prarolo, pur ponendosi ai margini del borgo storico di Biella-Piazzo, è infatti collocato in un contesto paesaggistico di grande suggestione oltre a poter vantare numerosi pregi di carattere artistico. Il caseggiato, dotato di ampi e funzionali spazi e circondato da un grande giardino, fu acquisito dall'Istituto nel 1896 e trasformato in scuola solo a partire da inizio secolo, dopo molti indispensabili interventi di carattere strutturale che gli conferirono l'aspetto attuale. Nel corso degli anni la struttura (che è tra l'altro soggetta al vincolo della Soprintendenza) divenne un punto di riferimento importante per il sistema scolastico biellese ospitando scuole e istituti di ogni ordine e grado oltre a svolgere un'importante funzione di accoglienza.
Nel corso del 2010 la Fondazione ha proseguito il proprio impegno per la ristrutturazione del Palazzo Gromo Losa, in linea con quanto previsto sin dal momento dell'acquisizione da parte della Fondazione, si sta configurando sempre più come un polo dedicato all'arte e alla cultura, al primo piano infatti l'Istituto musicale Perosi nel 2010 ha proseguito la propria attività raggiungendo alti livelli artistici in campo musicale, oltre che al sociale grazie alla contemporanea presenza al suo interno, in un'ala autonoma della struttura, del Centro Aiuto alla Vita che svolge un'importante funzione di recupero e integrazione nei confronti di madri in difficoltà e dei loro bambini.

Nel 2010 la Fondazione ha acquisito un nuovo significativo immobile denominato "Villa Boffo", sito a poca distanza dalla sede storica della Fondazione e la cui superficie di pertinenza è di 1.000 mq.
L'immobile verrà utilizzato per l'attività istituzionale della Fondazione.

Nel corso dell'anno infine sono stati completati gli interventi relativi al restauro dell'immobile di via Garibaldi 14, divenuto sede dello Spazio Cultura e che nel corso dell'anno ha ospitato numerose mostre ed eventi.
Il polo "Spazio Cultura" comprende attualmente: una sala espositiva di 80 mq destinata ad eventi legati alle attività istituzionali della Fondazione e a mostre temporanee, sei archivi fotografici che documentano gli avvenimenti biellesi del Novecento. I fondi attualmente sono digitalizzati per circa il 50% del totale e sono un utilissimo strumento per ricostruire la storia del Biellese e un'importante fonte di ricerca per studiosi, insegnanti, studenti ed appassionati. Una biblioteca composta da un patrimonio librario di circa 6.000 volumi, alcuni rari in quanto edizioni limitate. Una sala convegni al piano interrato della sede storica caratterizzata da una capienza di circa 60 persone e concessa gratuitamente a enti e associazioni.

La Fondazione Cassa di Risparmio è la continuatrice ideale della banca Cassa di Risparmio, fondata nel 1856 dal Vescovo Giovanni Losana, 270 anni dopo la nascita del Monte di Pietà di Biella. La continuità ideale fra questi tre enti è resa ancora più evidente dal fatto che la sede dell'ex Monte di Pietà sia rimasta nel patrimonio della Fondazione.
L'edificio venne costruito nei primi anni del Novecento, su progetto dell'ingegnere Quinto Grupallo, in un vasto appezzamento di terreno, un tempo parte del convento di San Pietro, divenuto poi proprietà dell'Ospedale.
L'immobile di via Caraccio è, attualmente, dato in locazione all'Asl 12 che lo utilizza come sede di ambulatori medici.

È la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. L'immobile, acquisito da Biverbanca nel 1997, dopo i lavori di ristrutturazione, curati dall'architetto Mario Porta, è divenuto sede dell'ente.
Edificata agli inizi del '900 dalla famiglia Poma, la villa è un esempio di architettura in stile liberty. Le vetrate che danno luce alla scala interna e quelle che abbelliscono i bow window del piano terreno sono stati oggetto di un accurato intervento di restauro, come pure alcuni elementi in ferro di particolare pregio: si tratta della cancellata esterna, della ringhiera della scala interna e del terrazzo al primo piano.
La scelta dei materiali, la suddivisione degli spazi, la ricerca cromatica sono stati oggetto di un lavoro attento, volto a riportare l'edificio al suo splendore originario, senza tuttavia compromettere la possibilità di un utilizzo diverso da quello abitativo.