

La Fondazione è proprietaria di diversi immobili di elevato valore storico-artistico. Alcuni di essi sono stati ereditati dalla Cassa di Risparmio di Biella (ex Monte di Pietà), altri acquisiti successivamente per la realizzazione della sede dell'ente (ex Villa Vaciago Poma), altri infine sono stati acquisiti negli ultimi anni.
Infatti, in linea con l'attuale normativa concernente gli impieghi del patrimonio delle Fondazioni, che ha introdotto la possibilità di investire una quota (non superiore al 10%) del patrimonio delle stesse in immobili non strumentali, pur conservando la qualifica fiscale di enti non commerciali, la Fondazione ha acquisito - al fine di salvaguardarne l'integrità e di metterli a disposizione della collettività biellese - la cosiddetta "Casa del Principe" all'interno del Ricetto di Candelo e il Palazzo Gromo Losa di Prarolo al Piazzo (ex BVO).

E' stato rogato il 22 settembre 2005, presso la sede della Fondazione, l'atto di acquisto della "Casa del principe".
Il prestigioso immobile, sito all'interno del Ricetto di Candelo, rappresenta un unicum storico-architettonico di grande rilevanza e la sua acquisizione da parte della Fondazione costituisce un significativo intervento per la valorizzazione del ricetto in ambito regionale e nazionale.
Alla firma dell'atto, oltre agli eredi della famiglia Maucci, era presente il Sindaco del Comune di Candelo, con il quale la Fondazione ha intenzione di collaborare per studiare le modalità più opportune per la valorizzazione dell'edificio che già in occasione di "Candelo in Fiore 2006" è stato in parte aperto al pubblico.
Negli ultimi mesi l'immobile è stato sottoposto a lavori di restauro, con l'autorizzazione della Soprintendenza delle Belle Arti, ed è stato concesso in comodato d'uso gratuito al Comune di Candelo e all'Enoteca Regionale della Serra.
Nel 2004 la Fondazione ha acquisito lo storico Palazzo Gromo Losa, meglio noto come sede dell'Istituto "Beata Vergine d'Oropa" (BVO), di proprietà dell'ordine delle Suore Rosminiane.
L'immobile, acquistato dalla Fondazione per un corrispettivo di € 2.100.000, oltre a oneri accessori, verrà messo a disposizione della collettività come spazio di particolare valore storico-artistico adatto per ospitare attività culturali e sociali di diversa natura.
L'edificio, un tempo appartenuto ai Conti Gromo Losa di Prarolo, pur ponendosi ai margini del borgo storico di Biella-Piazzo, è infatti collocato in un contesto paesaggistico di grande suggestione oltre a poter vantare numerosi pregi di carattere artistico. Il caseggiato, dotato di ampi e funzionali spazi e circondato da un grande giardino, fu acquisito dall'Istituto nel 1896 e trasformato in scuola solo a partire da inizio secolo, dopo molti indispensabili interventi di carattere strutturale che gli conferirono l'aspetto attuale. Nel corso degli anni la struttura (che è tra l'altro soggetta al vincolo della Soprintendenza) divenne un punto di riferimento importante per il sistema scolastico biellese ospitando scuole e istituti di ogni ordine e grado oltre a svolgere un'importante funzione di accoglienza.

La Fondazione Cassa di Risparmio è la continuatrice ideale della banca Cassa di Risparmio, fondata nel 1856 dal Vescovo Giovanni Losana, 270 anni dopo la nascita del Monte di Pietà di Biella. La continuità ideale fra questi tre enti è resa ancora più evidente dal fatto che la sede dell'ex Monte di Pietà sia rimasta nel patrimonio della Fondazione.
L'edificio venne costruito nei primi anni del Novecento, su progetto dell'ingegnere Quinto Grupallo, in un vasto appezzamento di terreno, un tempo parte del convento di San Pietro, divenuto poi proprietà dell'Ospedale.
L'immobile di via Caraccio è, attualmente, dato in locazione all'Asl 12 che lo utilizza come sede di ambulatori medici.

È la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. L'immobile, acquisito da Biverbanca nel 1997, dopo i lavori di ristrutturazione, curati dall'architetto Mario Porta, è divenuto sede dell'ente.
Edificata agli inizi del '900 dalla famiglia Poma, la villa è un esempio di architettura in stile liberty. Le vetrate che danno luce alla scala interna e quelle che abbelliscono i bow window del piano terreno sono stati oggetto di un accurato intervento di restauro, come pure alcuni elementi in ferro di particolare pregio: si tratta della cancellata esterna, della ringhiera della scala interna e del terrazzo al primo piano.
La scelta dei materiali, la suddivisione degli spazi, la ricerca cromatica sono stati oggetto di un lavoro attento, volto a riportare l'edificio al suo splendore originario, senza tuttavia compromettere la possibilità di un utilizzo diverso da quello abitativo.