Più di mille posti letto, circa 900 professionisti impiegati e il
50% dell’offerta territoriale per la non autosufficienza: sono questi i numeri
di ARBI ETS – Associazione RSA Biellesi, neocostituita associazione che
rappresenta una rete composta da 14 enti gestori e 17 strutture operanti nel
territorio biellese nell’ambito della Long Term Care e della non autosufficienza.
Una realtà innovativa e capace di generare un impatto strategico sul
territorio biellese caratterizzato, come ogni anno confermano le analisi di
OsservaBiella, da un indice di vecchiaia tra i più alti in Italia e da una
crisi demografica sempre più acuta.
Le strutture aderenti, pur presentando differenti forme giuridiche e dimensionali,
condividono una matrice non profit come testimonia l’alta presenza di volontari
nei CDA; inoltre sono enti caratterizzati da una forte vocazione territoriale e
da un ruolo centrale nella risposta ai bisogni sociosanitari della popolazione
anziana e fragile.
Consapevole della necessità di operare in modo sinergico e strutturato
ARBI si è rivolta alla Fondazione, che da alcuni anni supporta con percorsi ad
hoc la crescita di progettualità ad alto impatto sul territorio biellese, per
richiedere di mettere a punto insieme un percorso strutturato di valutazione
indipendente delle proprie strutture associate.
Lo studio, oltre ad un’analisi economico-gestionale, fornirà ad ARBI un
percorso di lettura complessiva del valore generato dal sistema RSA ETS
biellese, con l’obiettivo di mettere a fuoco punti di forza, criticità e
potenzialità evolutive in un contesto demografico e normativo in rapido
cambiamento.

In virtù della capillarità sul territorio delle strutture che rappresenta
e del gran numero di professionalità che riunisce (Medici Infermieri OSS,
Fisioterapisti, Animatori, Psicologi, Addetti servizi generali e
amministrativi, Direzioni ecc.) ARBI ha al suo interno anche una straordinaria
rete di Associazioni di Volontariato che già lavorano con sinergie e attività a
tutto campo che le caratterizzano come Comunità aperte e presidi territoriali
nei Comuni dove sono ubicate, spesso, nei piccoli centri biellesi, unico
riferimento sul fronte dei servizi e dell’occupazione.
ARBI rappresenta dunque un ecosistema di grandissimo interesse sul fronte
dell’azione per il benessere della terza età e sicuramente un caso di studio
nazionale capace di proporsi come best practice in quanto le RSA aderenti ad
ARBI rappresentano non solo luoghi di cura, ma veri e propri presidi di
coesione sociale, capaci di generare valore per le comunità locali e di
sostenere la tenuta dei piccoli Comuni del territorio.
A fronte di queste evidenze la Fondazione ha accolto fin da subito con
entusiasmo la richiesta anche in considerazione della necessità di studiare
soluzioni innovative per alleggerire la pressione a cui è sottoposto il sistema
delle RSA, chiamato oggi a ripensare sia la sostenibilità sia il ruolo e i
modelli di cura con una visione condivisa e strumenti di analisi che permettano
di orientare scelte strategiche, evitando approcci frammentati e garantendo
continuità e qualità dei servizi essenziali.
La valutazione indipendente che verrà effettuata grazie al contributo
della Fondazione permetterà un’ampia valutazione relativa all’impatto sociale
(VIS) delle RSA ETS, oggi spesso non riconosciuto nei tradizionali sistemi di
valutazione; inoltre sarà l’occasione per dotare il territorio di un quadro
oggettivo e comparabile, utile sia per i processi interni di miglioramento
continuo, sia per un dialogo più strutturato con gli Enti Pubblici e con gli
stakeholder territoriali. Obiettivo dello studio sarà quello di fornire la base per definire
priorità condivise, orientare eventuali percorsi di sviluppo e consolidare un
modello territoriale capace di rispondere in modo sostenibile ai bisogni
emergenti della popolazione anziana.
“A fronte di una richiesta territoriale così ampia e strategica in un
settore particolarmente delicato la Fondazione ha colto subito le potenzialità
di un’azione sinergica con ARBI che ben si colloca nel contesto del percorso di
accrescimento competenze avviato dall’Ente. – spiega il Presidente Michele
Colombo – Questo studio rappresenta per noi un atto di responsabilità
collettiva e uno strumento per leggere il presente e per orientare, con dati e
visione, le scelte che garantiranno al Biellese un sistema di cura solido, equo
e sostenibile. Siamo certi che da qui nasceranno percorsi e
progettualità capaci di migliorare davvero la vita dei nostri anziani”.

Inserito dunque nel percorso complessivo di rafforzamento della comunità
grazie all’accompagnamento degli enti territoriali (capacity building) lo
studio delle potenzialità di ARBI è stato affidato dalla Fondazione a Sinloc, che
accompagnerà l’associazione per l’analisi della sostenibilità
economico-gestionale del sistema delle RSA biellesi facenti parte di ARBI ETS,
al fine di fornire un quadro complessivo
e strumenti utili a evidenziare e accrescere il ruolo territoriale di questi
presidi, che devono essere a tutti gli effetti inseriti come attori fondamentali,
partner e co-progettatori, nella Rete dei servizi a supporto della popolazione
anziana.
Il piano di azione della Società Sinloc prevederà due fasi:
Fase 1 – Costruzione della base informativa e analisi
economico-gestionale.
Questa fase è finalizzata a costruire una base dati condivisa del sistema
ARBI e a sviluppare una lettura comparativa della sostenibilità
economico-gestionale delle strutture aderenti. Le attività saranno sviluppate
attraverso un approccio integrato e con la collaborazione della rete di RSA
aderente a ARBI.
Fase 2 – Rilevazione qualitativa e lettura integrata del sistema.
La fase 2 sarà sviluppata successivamente al consolidamento delle
principali evidenze emerse dalla Fase 1, al fine di integrare la lettura
economico-gestionale con alcuni elementi qualitativi relativi al ruolo
territoriale delle RSA ETS aderenti e consolidare una lettura complessiva e
maggiormente informata del sistema.
Il percorso e tutte le attività previste avranno una durata indicativa di
sette mesi e tra le principali azioni ci saranno l’identificazione di eventuali
aree di efficientamento, razionalizzazione o potenziale collaborazione tra le
strutture coinvolte; verrà prodotto un report di sintesi che analizzerà le
strutture della rete uniformandone i dati per valutarne le prestazioni e
l'efficienza gestionale.
Questo documento diventerà così una guida strategica che
aiuterà ogni singola struttura a superare le criticità condivise e successivamente
rappresenterà la base utile per migliorare i servizi anche attraverso la
collaborazione.