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"Focus Philanthropy": la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella conquista il terzo posto nella preselezione del prestigioso concorso fotografico europeo.

 
 

Un grande Terzo Paradiso composto da medici e operatori ASL sul tetto-giardino dell'Ospedale di Biella: con questo scatto, realizzato da Filippo Sarcì nell'ambito della campagna #millefiliuntessuto a sostegno della candidatura di Biella al network "Città creative Unesco" la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha conquistato il terzo posto nella preselezione italiana del concorso "Focus: Philanthropy", indetto da Dafne (il prestigioso network europeo composto da 30 associazioni di fondazioni ed Enti della filantropia Istituzionale che a loro volta contano circa 10 mila membri).

L'iniziativa è finalizzata a valorizzare il lavoro delle fondazioni e degli enti filantropici di tutta Europa e il tema della campagna europea è #holdingtogether, espressione della solidarietà e del valore delle fondazioni e enti filantropici dei vari Stati europei. Le foto ricevute verranno valutate da una giuria e Dafne annuncerà le vincitrici il 1° ottobre 2020, in occasione della Giornata Europea delle Fondazioni e dei Donatori. Le fotografie vincitrici saranno stampate e esposte al PEX Forum 2021, il convegno europeo che riunisce tutte le organizzazioni di supporto alla filantropia, e al Parlamento Europeo (da confermare).

In Italia, per selezionare le foto da inviare a Dafne, Assifero ha organizzato un contest nazionale tra i propri membri, aperto anche alle Associate Acri, l'associazione di categoria delle Fondazioni bancarie italiane, ed è in questo contesto che la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha conquistato il riconoscimento per il suo lavoro di sostegno alla candidatura Unesco.

"Siamo davvero felici di questo riconoscimento che premia il grande lavoro di comunicazione che la Fondazione sta portando avanti con il territorio per far conoscere le eccellenze biellesi nel  mondo - commenta il Presidente Franco Ferraris - in un unico scatto vengono infatti valorizzati il recente riconoscimento Unesco, l'eccellenza del nostro ospedale e dei suoi medici, infermieri e operatori impegnati ogni giorno a portare cura, ma anche umanità e arte ai pazienti e il simbolo del Terzo Paradiso di Pistoletto, bandiera della candidatura Unesco sotto la quale si sono unite le forze della comunità con la campagna #millefiliuntessuto realizzata con l'agenzia biellese Btrees".

"L'immagine del personale dell'Azienda Sanitaria attorno al simbolo del Terzo Paradiso, scattata a sostegno della candidatura UNESCO della città di Biella, testimonia il legame che l'ospedale ha con il suo territorio e l'impegno nella promozione del suo sviluppo, attraverso la valorizzazione del capitale umano, la promozione dell'innovazione ma anche dell'arte, del saper fare e della cultura. Siamo lieti di questo riconoscimento che accogliamo con soddisfazione.​ Ringraziamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella per aver scelto questa fotografia, che rappresenta anche l'impegno da parte dell'ASLBI nell'ambito dell'umanizzazione dei luoghi di cura per il benessere di pazienti, familiari e operatori" commenta il Commissario dell'ASL Biella Diego Poggio.

"Un terzo posto di cui Biella può davvero andare fiera sia per la forza e il prestigio dei competitors, come la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, prima classificata nella stessa categoria con una foto che farà la storia come le OGR trasformate in ospedale covid, sia per aver saputo portare un proprio messaggio originale in un contesto in cui questa immagine sarà vista dal gotha delle Fondazioni filantropiche europee, un network che conta circa 10 mila istituti membri - spiega la responsabile comunicazione della Fondazione CR Biella Federica Chilà - Biella con il suo Terzo Paradiso di medici e infermieri parla al mondo di un possibile equilibrio tra scienza e natura in cui il dato umano è indispensabile e di cui Biella si fa laboratorio attivo. Constatiamo infine con piacere che il primo premio della sezione ambiente è stato attribuito a uno scatto del fotografo Stefano Schirato con cui la Fondazione aveva collaborato nell'ambito di un progetto sull'alzheimer a riprova che investire su cultura e capitale umano dà sempre buoni frutti".

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