Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027, avrà luogo, nelle sedi di Palazzo
Gromo Losa e Palazzo Ferrero, Divisionismo 1900-1930. Il segno
dell’avanguardia
in Italia, una grande mostra a cura di Niccolò D’Agati
e Sergio Rebora.
Attraverso
oltre 150 opere, di artisti come Giovanni Segantini, Giuseppe
Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Emilio
Longoni, Plinio Nomellini, Giacomo Balla, Umberto Boccioni,
Carlo Carrà, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Luigi Russolo e Guido Marussig, la
mostra propone una rilettura del Divisionismo concentrata sulla sua evoluzione
nel XX secolo, quando si afferma come uno dei linguaggi più radicali e
innovativi della ricerca d’avanguardia
in Italia.
Nato
negli ultimi anni dell’Ottocento
e convenzionalmente inaugurato nel 1891 con l’esposizione
de Le due madri di Giovanni Segantini, il Divisionismo non esaurisce
infatti la propria vicenda nel secolo che lo ha visto nascere. È nei primi
decenni del Novecento che questa ricerca rivela pienamente la propria capacità
propulsiva,
superando i confini geografici e culturali delle sue origini e aprendo la
strada a sperimentazioni capaci di ridefinire il senso stesso dell’opera e della rappresentazione pittorica.
La mostra prende avvio dal 1899,
anno della morte di Giovanni Segantini, assunto come snodo simbolico di
un passaggio cruciale. Gli artisti delle generazioni successive,
affascinati dalla lezione dei maestri, portano alle estreme conseguenze i
principi della scomposizione del colore: il segno pittorico, l’intensità luminosa, la saturazione e la forza del colore, il
ritmo della pennellata, diventano strumenti di una ricerca che rompe con la
tradizione e si apre a nuove possibilità espressive. La scomposizione del
colore e la ricerca luministica
diventano così il punto di partenza per una nuova concezione della pittura,
non più interessata esclusivamente a riprodurre la realtà così come appare, ma
capace di suggestionare, evocare e dare forma a sensazioni cromatiche e
luminose.

Il “segno diviso” diventa così un
terreno fertile di sperimentazione per artisti destinati a segnare
profondamente il Novecento che raccolgono e rielaborano la lezione
divisionista, trasformando una tecnica nata nell'Ottocento in uno strumento
capace di interpretare le tensioni e le istanze della modernità.
Seguendo
questo percorso, Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia
in Italia ricostruisce l’evoluzione
della lezione divisionista fino agli anni Venti, quando le sue ricerche
entrano in dialogo con la cultura Déco e
con il Ritorno all’ordine.
La mostra restituisce così al Divisionismo la sua natura di linguaggio aperto,
dinamico e in continua trasformazione, evidenziandone il ruolo centrale nel
raccogliere, anticipare e interpretare le istanze più vive della ricerca
artistica italiana tra Otto e Novecento.
La mostra è organizzata da Palazzo Gromo Losa Srl, società
strumentale della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella e Dario Cimorelli
Editore, in collaborazione con il Comune di Biella, Palazzo Ferrero - Fondazione Accademia Perosi ets,
Biella Città Creativa Unesco, con il sostegno del Gruppo Banca di Asti.

“La nuova grande mostra sul Divisionismo rappresenta un
tassello fondamentale per la crescita del nostro territorio. Questa iniziativa
nasce da una forte collaborazione tra le istituzioni locali, unite
nell’obiettivo comune di valorizzare il Biellese Il progetto non è solo un
evento culturale di alto profilo, ma un concreto motore di attrattività
turistica. Attraverso l'arte, intendiamo richiamare visitatori da fuori
provincia, offrendo un’esperienza che unisce cultura, accoglienza e identità.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella crede fermamente in questa rete
territoriale, capace di generare sviluppo. Invitiamo tutti a scoprire un evento
che dimostra come la sinergia locale possa produrre grandi risultati. Biella si
conferma così una meta dinamica, aperta e capace di competere nel panorama
culturale nazionale.» dichiara Michele Colombo
Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.
“Essere nuovamente al fianco della Fondazione Cassa di
Risparmio di Biella in occasione della mostra ”Divisionismo 1900-1930. Il segno
dell’avanguardia in Italia” rinnova il nostro impegno verso il territorio e la
sua crescita culturale. Crediamo che il valore di una banca locale si misuri
anche nella capacità di contribuire allo sviluppo culturale e sociale della
comunità, promuovendo iniziative che alimentino partecipazione, inclusione e
crescita condivisa.” Dichiara Maurizio Rasero Presidente
del Gruppo di Asti.