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LA FONDAZIONE PER IL BIELLESE
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Arte, attività e beni culturali

Il Santuario di Oropa

Il Santuario di Oropa è il più importante santuario mariano delle Alpi e meta speciale per pellegrini e turisti anche in virtù della splendida cornice alpina in cui è incastonato.
Esso rappresenta un luogo di incontro, di dialogo, di ascolto, di contemplazione e di preghiera.
Nei secoli il complesso devozionale si è ingrandito anche grazie ai lasciti dei fedeli che, uniti agli interventi istituzionali, gli hanno permesso di raggiungere le monumentali dimensioni odierne tramutandolo in luogo pellegrinaggio. Il maestoso complesso è  frutto dei disegni dei più grandi architetti sabaudi: Arduzzi, Gallo, Beltramo, Juvarra, Guarini, Galletti, Bonora e si è sviluppato tra la metà del XVII e del XVIII secolo.
Oggi il Santuario è articolato su tre piazzali a terrazza e il suo centro è costituito da due grandi luoghi di culto: la Basilica Antica, realizzata all'inizio del XVII secolo e in cui si venera la Madonna Nera e la Chiesa Nuova. Completano la struttura monumentali edifici, chiostri e la solenne scalinata che conduce alla Porta Regia.
La vastità e l'antichità del complesso rendono molto laboriosi e onerosi tutti gli interventi di restauro che, essendo il bene tutelato anche dall'Unesco, devono essere eseguiti con particolare cura. La Fondazione ha sostenuto e sostiene Oropa con imponenti contributi che rappresentano un capitolo importante della spesa dell'ente nel settore, come si deduce dai dati 2009, anno in cui per la realizzazione di restauri e manutenzioni, alcune delle quali resesi urgenti a causa dei danni apportati dalle abbondanti nevicate, sono stati stanziati oltre 263 mila euro.
Detti contributi hanno permesso tra l'altro il rifacimento del tetto del Padiglione Savoia, dell'impianto idrico e antincendio, la copertura di parte delle rate dei mutui 2009 e l'avvio del restauro dell'organo del Santuario, importante manufatto artistico.

 
 
 

DocBi - Centro Studi Biellesi

 
 

Dal 1985 il DocBi - Centro per la Documentazione e Tutela della Cultura Biellese opera con l'intento di "contribuire al recupero ed al mantenimento dell'identità biellese, alla conoscenza, alla documentazione, alla conservazione della cultura e dell'ambiente biellese nei loro più vari aspetti: storia, tradizioni, costumi, arte, architettura, paesaggio, letteratura, cultura materiale ecc.", attraverso un'azione di "volontariato qualificato", con l'appoggio di specialisti nei vari campi del restauro e della ricerca, operando in collaborazione con le Amministrazioni locali, con gli organismi preposti alla conservazione dei beni culturali, con i centri di ricerca e le Università. Nel 1993 il DocBi, già inserito nell'elenco delle associazioni di rilievo regionale, ha acquisito il patrimonio e l'eredità morale del Centro Studi Biellesi, fondato nel 1961, e pertanto ha assunto la denominazione di DocBi - Centro Studi Biellesi.
La Fondazione anche quest'anno ha finanziato l'attività del DocBi con un importo di 31.000 euro.

 
 

 

Museo del Territorio di Biella

Partner istituzionale della Fondazione per la realizzazione delle più importanti mostre cittadine, il Museo del territorio di Biella è stato finanziato nel 2009 con contributi per oltre 76 mila euro che hanno permesso di coprire la quota partecipativa 2009 e di dar vita a diverse mostre tra cui vanno ricordate quelle dedicate a Ugo Nespolo e Pippo Pozzi, sostenute anche attraverso l'acquisto di quadri e il prestito di opere già in possesso della Fondazione.
A Nespolo in particolare, maestro dell'arte povera di origine biellese, è stata dedicata un'antologica intitolata "Ritorno a casa" che propone una riflessione sul lavoro pittorico dell'artista, sulle sculture in vetro e ceramica nonché sull'attività cinematografica che ne ha caratterizzato il lavoro a partire dagli Anni Settanta. Un occasione per ai biellesi di confrontarsi con un'arte in evoluzione continua.
Nel primo decennale della morte di Pippo Pozzi (1910-1999) è stata organizzata una mostra antologica. Quasi un centinaio di opere - tra dipinti, incisioni, ceramiche e disegni, insieme agli scritti autografi più intimi - raccontano il suo poliedrico percorso artistico.


 

 
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