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La fondazione per il Biellese
 
 
 
 
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LA MOSTRA

Inaugurata SABATO 30 AGOSTO 2014 presso le Sale espositive a Pollone in Piazza Delleani 3 la mostra "Tributo a Placido Castaldi. Lo sguardo oltre le cime".
Coinvolta anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che, da DOMENICA 31 AGOSTO 2014, ospita nel proprio Spazio Cultura a Biella in Via Garibaldi 14 una sezione dedicata al tema della montagna.
DA SABATO 30 AGOSTO 2014 A DOMENICA 21 SETTEMBRE 2014

Orari di apertura:

Pollone
Sale espositive di Piazza Delleani 3
Venerdý e sabato ore 15,00-19,00
Domenica ore 10,00-12,00 / 15,00-19,00

Spazio Cultura Fondazione CR Biella
Sale espositive di Via Garibaldi 14 Biella
Da lunedý a venerdý ore 9,00-13,00 / 14,30-17,30
Sabato ore 16,00-19,00

INFO

Pollone: 3665918197 - 3665918198 - per visite di gruppo 015.610921
Biella: 015.0991868
Visita anche i siti internet www.prolocodipollone.com e www.visitpollone.it

 
 

IL FILMATO

Proiezione MARTEDI' 9 SETTEMBRE 2014 ORE 18.00 presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di risparmio di Biella di Via Garibaldi 17 del filmato 'SOLSTIZIO NASCOSTO' presentato dall'autore Manuele Cecconello, inoltre interverranno tanti amici di Placido. 

 
 

BIOGRAFIA
PLACIDO CASTALDI nasce a Pollone il 30 Marzo 1925 da Giovanni Gaetano Castaldi e Adriana Bocca. Dopo le scuole elementari a Pollone, frequenta le scuole di Avviamento Professionale a Biella al termine delle quali raggiunge il papÓ, tecnico di fiducia dell'azienda biellese "Lanificio Rista" inviato al Fabbricone di Prato Toscano dove lavorerÓ per qualche tempo come operaio tessile. Le ore libere le trascorre intensamente dedicandosi al disegno.
Finita la guerra ritorna a Pollone e va ad abitare dalla zia Giuseppina. Per qualche tempo lavora al Maglificio Maggia di Occhieppo Superiore.
Nel 1948 incontra il pittore Giuseppe Bozzalla che, notando le sue capacitÓ nel disegno, gli dice : "Tu devi fare il pittore, sei un disegnatore nato".
Sotto l'insegnamento del grande pollonese, Placido intraprende un lungo tirocinio severo, duro ma fruttuoso.
Ci˛ che univa Bozzalla al giovane PLACIDO era l'amore per il paesaggio ed in particolare quello Pollonese: gli stupendi monti, le valli, i colli, i suoi torrenti e le nevi sono stati il legame con la propria terra per entrambi.
La prima mostra di PLACIDO avviene nell'Aprile del 1954 alla Galleria la Cornice di Biella dove riscontra il favore della critica e il consenso del pubblico.
Da allora Ŕ un susseguirsi di mostre collettive e personali di pittura e scultura fino ai giorni nostri.
PLACIDO muore all'Ospedale di Biella il 4 Gennaio 2014 dopo ripetuti ricoveri.
L'ultima sua uscita pubblica Ŕ stata la sera del 19 Settembre 2013 in occasione dell'inaugurazione della mostra del suo maestro Giuseppe Bozzalla a Pollone, suo paese natale.


LA SCULTURA
Le figure in pietra di CASTALDI che amano raggomitolarsi e assumere la forma fetale raggiungono tutti i valori della poesia e della bellezza, anche se la pietra Ŕ fredda per antonomasia.
Le opere in legno (molto pi¨ calde) sembrano ispirate a ERNST BARLACH (1870-1938) espressionista tedesco.
Come il grande scultore teutonico, anche Placido ha imparato ad indagare dentro se stesso non rinunciando al taglio e movimento fortemente espressivo del suo tempo.
Possiamo quindi affermare che Placido, quando raccoglieva una pietra di piccole o grandi dimensioni (e l'eclogite in particolare) nei torrenti della sua valle Elvo, sapeva giÓ come liberare la forma in essa contenuta con pochissimi interventi rendendola un'opera d'arte.
Pi¨ laborioso Ŕ stato l'intaglio del legno che ha consentito all'artista una maggiore creativitÓ con un risultato altrettanto alto e affascinante.


LA MONTAGNA
La montagna Ŕ stata un altro amore grande per Castaldi. Non si contano le ascensioni dei colossi delle Alpi occidentali fino alle stupende montagne Dolomitiche, queste scalate sono occasione per realizzare schizzi e appunti dai quali ha poi ricavato tante sue opere. Ha avuto come compagni di queste "scorribande" tanti amici come il compianto Guido Macchetto e il pollonese Giovanni Antoniotti ( per Placido "Vanin" ) Placido ha scalato montagne nella Sierra Nevada in Marocco.
╚ salito sul biblico Ararat, si Ŕ arrampicato su aspre montagne Iraniane.
Altre trasferte in Nord America e in Messico. Ma su tutte spicca la spedizione in Himalaya dove ha scalato il Baby Shivling ( 5600 mt.) non rinunciando, pur con le mani intirizzite dal freddo, a corredare la spedizione con i suoi disegni: "appunti di viaggio".
Alla montagna Ŕ dedicata la sezione biellese della mostra,ospitata dalla Fondazione CRBiella, che con questa collaborazione ha voluto rendere omaggio a Castaldi.


LA NEVE
Il tema della Neve Ŕ stato spesso affrontato da pittori impressionisti nel corso delle loro vicende artistiche. Questo Ŕ stato un tassello fondamentale all'interno di quel grande capitolo dedicato al paesaggio che ha modificato il corso della pittura nel XIX secolo.
La neve Ŕ stata la musa per capolavori dei "grandi" basti pensare a Coubert, Van Gogh, Monet, Gauguin, Manet, Sisley, Pissarro fino ad arrivare a Segantini e al nostro Bozzalla.
Per dipingere la neve bisogna dimenticare che il suo colore Ŕ il bianco e che le ombre appaiono nere, infatti le ombre hanno sempre il colore umorale del giorno. Sotto il candore di queste opere di Placido si intuiscono i colori tenui e aggraziati del particolare momento in cui sono stati dipinti.
Lui tratta questo genere con grande maestria e senso della composizione.
In tutto questo godimento artistico che ci trasmette Castaldi avvertiamo una cosa stupenda : che quando si sta bene con se stessi, non si ha nessun bisogno di mentirsi, di rassicurarsi. Direi, anzi che la gioia la si riconosce nel silenzio. Quello stesso silenzio che Ŕ musica nelle opere con la neve di "Placido".

 

 
 
 
 

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