Illustrazione della Fiaba Pioggia, 4° classificato al concorso fiaba illustrata
LA FONDAZIONE PER IL BIELLESE
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Mostre

Le mostre presentate in questa sezione sono state sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.

 

"Da Cluny a Castelletto Cervo: storia di un monastero ritrovato"

 
La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha presentato, venerdì 4 giugno, di fronte ad un interessato pubblico, i risultati degli studi archeologici effettuati al monastero di Castelletto Cervo.
Gli scavi, avviati dall'Università del Piemonte Orientale, con il sostegno della Fondazione, intendono far luce sulle complesse vicende legate all'istituzione e agli sviluppi del priorato di Castelletto Cervo e sul suo rapporto con Cluny.
Il convegno si è articolato in due momenti: presso la sede della Fondazione, dopo i saluti delle autorità, si sono susseguiti diversi interventi a cura della Fondazione Cassa di Risparmio e dell'Università del Piemonte Orientale.
La presentazione è poi proseguita con l'inaugurazione della mostra "Da Cluny a Castelletto Cervo: storia di un monastero ritrovato" presso lo Spazio Cultura in via Garibaldi 14.


 
 
 
 

"Digital...mente Hammond. Biella, Illinois 2010 - da Chicago alla Valle del Cervo"

Si è conclusa il 29 maggio la mostra dell'artista Pietro Turco "Digital...mente Hammond. Biella, Illinois 2010 - da Chicago alla Valle del Cervo" allestita presso lo Spazio Cultura di via Garibaldi 14.

Turco fa parte del movimento artistico chiamato Mail Art, espressione creativo - comunicativa che ha trovato in Internet un modo di diffondere l'arte.
Le opere sono state realizzate su Canvas ad alta risoluzione e successivamente trattate con miscele e gel professionali. Come scrive Clementina D'Amico:"Prima di essere portata su tela, la realtà di queste sue opere è stata costruita pezzo per pezzo, in tutti i suoi dettagli, le sue proporzioni e le sue sfumature. Le forme e la luce, prima modellate ed assoggettate al volere dell'artista, sono state poi dipinte.
Le sue opere, infatti, traggono origine dalla fotografia, che viene integrata e non privata di ulteriori informazioni digitali: elaborazioni e rielaborazioni di immagini, manipolazioni tecnologico/pittoriche, diventano una sorta di disputa tra pennello virtuale ed immagine reale (...)".
Numerosi sono stati gli eventi espositivi che hanno visto protagonista Pietro Turco, in Germania, Spagna, Malta, Australia, Messico, Brasile e California.
 

 
 
 
 

"Italo Martinero. Dal Biellese ai luoghi dell'immaginario"

Nel nuovo Spazio Cultura della Fondazione, è stata inaugurata, lo scorso 18 dicembre, la mostra "Italo Martinero. Dal Biellese ai luoghi dell'immaginario", visitabile fino al 28 marzo 2010.
Tra le varie possibilità tematiche, per valorizzare e far conoscere l'archivio Martinero, la Fondazione ha scelto il tema del viaggio, inteso anche come percorso interiore e riflessione artistica.
L'esposizione, inserita nel ciclo di mostre "Memorandum. Il Festival della fotografia storica", ripercorre i luoghi visitati da Martinero, sia in Italia sia in Europa, viaggi durante i quali realizzò bellissime fotografie di paesaggi, figure ed animali.
Le immagini, realizzate tra il 1950 e il 1977, sono state sapientemente rielaborate dall'artista e presentano una forte contaminazione pittorica e il desiderio di nuove ricerche sperimentali in grado di suscitare stupore nell'osservatore.
Martinero, appassionato osservatore della natura, prestò grande attenzione al territorio biellese, in particolare alle colline, alle prealpi e al Parco Burcina a Pollone, con i suoi boschi e i suoi alberi ritratti soprattutto nei caldi colori dell'autunno. Si interessò inoltre all'architettura di pietra della comunità di Sassaia, frazione di Quittengo, un piccolo agglomerato di case tra i boschi della Valle Cervo.
Venezia fu una delle città italiane che lo emozionò particolarmente, ritrasse infatti bellissimi scorci della laguna, con i suoi riflessi, le architetture liquide e i mercati rustici.
Durante i suoi viaggi in Grecia, Jugoslavia, Bulgaria e Lapponia i volti, gli edifici e gli animali diventarono i protagonisti delle sue fotografie, inseriti in atmosfere poetiche e crepuscolari create grazie alla rielaborazione in camera oscura e a un nuovo uso del colore.  
Oltre alla mostra fotografica, nel nuovo Spazio Cultura è consultabile l'archivio Martinero, acquistato dalla Fondazione nel 2004 e totalmente digitalizzato.

 
 
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